Chi siamo

Comitato di cittadini che si applicano liberamente per trasformare in qualcosa di utile e salutare, l’attuale progetto di impiantare un Pirogassificatore nei pressi di Borgofranco d’Ivrea … e in tutti i luoghi della Terra.

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Domand e Risposte – No Piro Borgofranco

D. Voi siete contrari al pirogassificatore perché lo vogliono fare nel vostro comune, se lo avessero fatto altrove vi sareste mossi lo stesso? Volete solo che sia fatto altrove.
R. Noi siamo contrari come principio al trattamento caldo dei rifiuti, a Borgofranco come altrove (ad esempio collaboriamo con il comitato Valle Virtuosa di Aosta). Il trattamento a caldo dei rifiuti é un processo inquinante e dannoso, utile solo a chi ne trae profitti economici e per il quale sono possibili già oggi alternative ecocompatibili e meno impattanti.

D. Voi dite no al pirogassificatore ma come alternativa cosa proponete, cosa ne facciamo dei rifiuti?
R. Le alternative ci sono e vanno condivise con le amministrazioni. Sono alternative che permettono di riutilizzare e riciclare le materie che consideriamo “rifiuti” molto piú spesso di quanto si crede comunemente. Prima di tutto, peró, bisogna ridurre a monte il piú possibile la produzione di questi rifiuti, bisogna poi separarli e selezionarli cosí da poterli inviare all’industria del riciclaggio.

D. Dite che rifiuti sono una risorsa ma siete sicuri che non sia piú facile ed economico produrre oggetti ex-novo anziché da materiale riciclato?
R. Stiamo inquinando l’ambiente con una quantità e una tipologia di sostanze e materiali mai vista nella storia. E’ il momento di cambiare la tendenza e di scegliere modelli industriali e energetici a minor impatto ambientale. Il recupero ed il riciclo dei rifiuti sono la soluzione per un’economia ed un’industria sostenibile passando da un processo lineare (estrazione-produzione-utilizzo-scarto) ad un processo ciclico in cui quasi tutto viene riutilizzato e riciclato. La produzione di beni da materiale riciclato richiede inoltre meno energia rispetto alla produzione ex-novo.

D. Energeticamente che impatto può avere il riciclo di determinati rifiuti? Si richiede comunque il consumo di energia e la conseguente emissione di gas serra nell’atmosfera…
R. Il riciclaggio non prevede emissioni in atmosfera da parte dei materiali trattati poiché non vengono bruciati. L’energia necessaria al loro trattamento é poi minore e meno impattante di quella necessaria all’estrazione delle materie prime ed alla produzione di materiali ex-novo.

Ad esempio per produrre 1.000 kg di carta partendo dagli alberi é necessario un quantitativo di energia pari a 164 kg di petrolio. Produrre la stessa quantitá di carta col riciclo richiede invece un quantitativo di energia pari a 52 kg di petrolio. Producendo, quindi, carta riciclata consumeremo un terzo dell’ energia … e non taglieremo foreste!

D. Da qualche parte bisognerà pur bruciarli questi rifiuti…
R. No, bruciare i rifiuti è un business per chi gestisce gli inceneritori ed é un danno certo per la nostra salute. Esistono alternative di riciclaggio che non prevedono di bruciare alcunché, sia per i rifiuti industriali che per quelli solidi urbani.

D. Bruciare é il modo migliore per eliminare il problema dei rifiuti e per recuperare energia.
R. Bruciare é il modo migliore per moltiplicare i rifiuti. Se tu bruci un rifiuto otterrai sempre una cenere di scarto, che sará certamente più tossica del rifiuto di partenza. Dovrai, quindi, trovare un modo diverso per smaltirla.

Nel frattempo hai emesso dei fumi che, per quanto filtrati, saranno tossici pure quelli perché non esisterà mai un filtro totale.

Infine avrai saturato i filtri meccanici (o liquidi)…e dovrai sistemare da qualche parte pure quelli.

Quindi, come vedi, da un problema ora te ne ritrovi tre.

D. I pirogassificatori sono il futuro; ci sono dappertutto in Italia come in Europa (ad es. Francia e Germania).
R. Gli Usa, che sono stati i primi a costruire gli inceneritori, dal 1995 non se ne costruiscono più. San Francisco, ad esempio, ricicla il 75% dei rifiuti ed è senza inceneritore; considera che ha una popolazione di 800.000 abitanti, come Torino. In Europa i pirogassificatori effettivamente sono ancora tanti (354) ma l’Unione Europea ha cambiato atteggiamento e promuove la riduzione e il riciclo dei rifiuti. La tecnologia dei pirogassificatori non è né nuova né tecnologica. Anche in Italia esistono comuni che hanno invertito la tendenza. Reggio Emilia, Lucca e Pietrasanta hanno spento gli inceneritori e avviato trattamenti meccanici e biologici dei rifiuti.

D. Nel pirogassificatore di Borgofranco si elimineranno rifiuti per i quali non ci sono alternative di utilizzo.
R. Al contrario, sono tutti rifiuti riutilizzabili. Plastica, pollina, residui di carta e legno (i materiali che vogliono bruciare) hanno però un’alta resa calorica e quindi il loro incenerimento è un business.

D. Ormai questi impianti sono certificati e controllati.
R. È lunga la lista degli inceneritori chiusi in Italia perché venivano alterati i sistemi di monitoraggio delle missioni. Mantenere in funzione i sistemi di controllo e di abbattimento degli inquinanti costa, quindi spesso al malfunzionamento degli impianti si aggiunge il dolo per motivi economici.

D. Incenerire é più conveniente perché si ricava energia.
R. Purtroppo gli inceneritori sono vantaggiosi per chi li gestisce perché sostenuti da contributi economici e cosí si finisce per definirere “rifiuto da incenerire” anche quello che potrebbe essere riutilizzato, ad esempio nel caso della plastica. Inoltre esistono incentivi economici sull’elettricitá prodotta da biomasse. Cosí si bruciano la pollina (deiezioni dei polli) e gli sfalci anziché usarli per produrre concime e compost.

D. Alcuni rifiuti non possono essere riciclati ad esempio quelli sanitari.
R. Certo, l’Unione Europea però stabilisce la seguente gerarchia nella gestione dei rifiuti:

  1. Prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti
  2. Preparazione e riutilizzo
  3. Riciclaggio

Solo in ultima istanza é previsto il recupero di energia e lo smaltimento in discarica. Tutto questo nell’ottica della protezione dell’ambiente e della salute umana (2008/98/CE art.1 e art.4).

D. Ci sono decisioni industriali che non possono essere decise dalla gente comune. I nostri amministratori hanno l’autoritá per farlo e gli industriali il diritto di fare impresa.
R. La comunità europea stabilisce con la legge 2008/98/CE che gli Stati membri devono garantire che le politiche dei rifiuti seguano le norme vigenti in materia di consultazione e di partecipazione dei cittadini e dei soggetti interessati. Le questioni che riguardano il trattamento (e tantopiú se si tratta di incenerimento) dei rifiuti devono essere affrontate in maniera condivisa con la popolazione.

D. Stiamo già facendo molto come riciclaggio.
R. In Italia purtroppo ancora il 46% dei rifiuti finisce in discarica ed il 16% va agli inceneritori (in totale il 62%). A San Francisco il riciclaggio arriva addirittura al 75% e non utilizzano inceneritori quindi anche noi possiamo fare di più.

D.Per i rifiuti industriali, quelli bruciati a Borgofranco, non ci sono alternative all’incenerimento.
R. In generale per molti rifiuti industriali la soluzione minore impatto ambientale può essere proprio il riutilizzo e il riciclaggio. In altri casi la migliore soluzione potrebbe essere la stabilizzazione e il conferimento in discarica.

Queste sono le soluzioni alternative ecocompatibili per il materiale che vogliono bruciare a Borgofranco:

  • Plastica –> riciclo
  • Fanghi da depuratore –> fertilizzanti
  • Residui da cartiera –> compost
  • Sfalci, residui della lavorazione del legno –> compost
  • Pollina –> fertilizzanti.

D. Se esistono davvero queste alternative alla pirogassificazione e sono anche più economiche perché nessuno le mette in pratica?
R. Qualcuno lo fa già. La Sardegna, ad esempio, ricicla quasi il 100% dei fanghi dei depuratori. Alcuni preferiscono bruciare perché esistono sovvenzioni economiche (CIP6) per bruciare questi rifiuti, sovvenzioni che paghiamo noi con una tassazione del 7% in bolletta…cioè paghiamo per farci intossicare!… Non è molto intelligente no?

9 risposte a Chi siamo

  1. Roberto scrive:

    1)Visto che mi hanno cercato chiedendomi se questa sera c’era la riunione che avverrà domani sarebbe meglio annunciarle come evento sulla home page almeno il giorno prima almeno per confermarle a tutti…
    2)A quando la possibilità di registrarsi per poter usare il forum?

  2. Roberto Ardissone scrive:

    Come non detto l’ho visto ora… Tutto OK!!!

  3. Roberto Ardissone scrive:

    Per il forum: E’ possibile caricare eventuali files per essere condivisi e modificati dagli iscritti nell’area privata? Nel mio caso l’appello che ho preparato per i produttori e associazioni da rivedere e modificare invece che sulla mailing potrebbe trovare spazio sul forum… ciao

  4. simone mossotti scrive:

    Ciao a tutti.
    Potrebbe essere utile appoggiarsi ad un sito tipo change.org per la raccolta delle firme?

  5. Giorgio Billia scrive:

    Sì, anch’io sto pensando da un po’ a una petizione su Change.org.
    Ho visto che ne esiste già una a quest’indirizzo:
    http://www.change.org/it/petizioni/a-tutti-gli-organi-competenti-che-hanno-a-cuore-la-salute-pubblica-salvaguardiamo-la-nostra-salute
    ma non mi sembra molto frequentata.
    Secondo me sarebbe molto utile per poter ottenere un gran numero di firme da persone che non è possibile contattare direttamente perché sono distanti fisicamente da qui.
    E a questo scopo servirebbe anche un testo che riassuma avvenimenti, notizie e posizioni emerse nel corso degli ultimi eventi, quali:
    – serata del 31 ottobre con Paul Connett
    – serata del 14 novembre a Ivrea con Roberto Ronco.
    Potrebbe essere un’utile sintesi da sottoporre alle persone a cui si propone di firmare, in aggiunta al testo della lettera.

    Resto a disposizione.

    Giorgio Billia

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