Serata informativa a Borgofranco di venerdi 13 dicembre 2013

diavolo-brucia-dio-riciclaVenerdì 13 dicembre si è tenuta, presso il salone dell’Olmetto di Borgofranco, una serata informativa sulla realtà degli inceneritori, presenti circa duecento persone interessate ed attente ai contenuti proposti.

Sono stai affrontati i temi dell’emissione di sostanze tossiche nell’ambiente derivanti dai processi di “pirolisi” per bruciare i rifiuti, le conseguenze sulla salute umana nel breve e nel lungo periodo, l’incidenza dell’inquinamento sulla vita degli animali e le ripercussioni negative sulla piramide alimentare nel suo complesso.

Toccante è stata la ricostruzione storica della maestra Paola dei numerosi drammi che già in passato si sono consumati nell’ex area Alcan. La signora ha raccontato con la voce rotta dalla commozione (la sua famiglia ha pagato un pesante tributo con due nonni morti ancor giovani dopo aver lavorato all’Alcan) come dall’inizio del secolo 20° quest’area sia stata sempre teatro di attività produttive ad “alto rischio”, una delle prime consistette nella produzione di munizioni da parte di una Ditta francese e nel 1916 in seguito ad un esplosione in fabbrica morirono decine di operai, molti subito, altri negli anni per gli esiti dei danni subiti.

La testimonianza di un vecchio dipendente dell’Alcan, riportata attraverso il racconto di Paola, ci ha poi proiettati negli anni ’50, all’assenza di tutele e di misure di sicurezza per poi passare al progressivo allestimento di misure di prevenzione quasi sempre messe i atto solo in presenza dei controlli e subito dopo disattese in mancanza di una consapevolezza del danno da parte degli operai, dei quali tanti, tantissimi morti, a detta dell’anziano testimone, “senza godersi la pensione” tra i 50 e i 60 anni di età.

Dopo questa toccante rappresentazione della memoria del paese, l’avvocato Accattino, abitante da non molto nei pressi del sito industriale, ha rivolto un appello a tutti per dimostrare alla Provincia di Torino, attraverso l’invio di una lettera di protesta da lui formulata e distribuita al pubblico (le potete scaricare dal nostro sito e modificare: qui e qui), la totale avversità della popolazione della zona all’insediamento del Pirogassificatore.

E’ stata poi la volta di una attenta e competente disamina da parte del dott. Davide Giovine e del Dott. Lege di tutti i risvolti patologici derivanti dai vari agenti inquinanti diffusi nell’ambiente, dai danni trasmessi dalla madre già nel periodo della gravidanza , alle certezze sull’aumento dei vari tipi di tumori. Prezioso contributo è arrivato da parte di alcuni medici della zona, i dottori De Santis, Cavallaro e Vigliermo, i quali, pur non potendo essere presenti fisicamente, hanno inviato le loro importanti testimonianze. La loro esperienza di 15-20 anni di lavoro, nella zona che va da Samone a Carema, evidenzia una diffusa casistica oncologica con correlazioni ambientali che lasciano pochi dubbi. Il loro è anche un appello rivolto ai colleghi della zona e all’Asl perché venga fatta un’analisi epidemiologica attendibile che accerti definitivamente quanto il nostro territorio abbia già pagato e stia ancora pagando le conseguenze di insediamenti industriali altamente inquinanti.

Il silenzio e l’attenzione in sala parlavano da sole, senza fare dell’allarmismo eccessivo ciascuno si è portato a casa un patrimonio di consapevolezza che resterà punto di riferimento per tutti. In conclusione della serata i rappresentati del CARP di Torino (Coordinamento Ambientalista, Rifiuti Torino) e del comitato Ribes di Samone hanno esposto in successione le motivazioni di interesse prettamente speculativo alla base dei grandi inceneritori come quello del “Gerbido” di Torino, la necessità di prospettare per il futuro una cultura diversa che parta in primo luogo dal non produrre i rifiuti e, a seguire, al riciclaggio dei rifiuti per la “conservazione” delle preziose materie prime.

Il progetto ambizioso formulato è stato quello della promozione di una filiera virtuosa che porti anche a ricadute occupazionali, alla produzione di ricchezza attraverso il ricupero dei rifiuti anziché la loro distruzione. E’ risultato evidente ai più che sono maturi i tempi per abbandonare un modo miope di sperperare le risorse e compromettere così le speranze e il benessere delle future generazioni.

Tanti motivi in più per continuare a sostenere NO PIRO e Si Riciclo dei rifiuti.

Comitato NO PIRO

 

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